qTranslate, un esempio che dovrebbe far riflettere

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Ecco come appare la pagina ufficiale del plugin qTranslate a quattro anni dal suo abbandono, quando erano già decine di migliaia i suoi utilizzatori.

Quanti di voi ricordano qTranslate di Quian Qin (AKA chinesehelper)? Di sicuro, lo ricorda chi lo ha utilizzato ‘a scrocco’ per anni per sviluppare siti multi-lingua lo ricorda bene, e si sarà magari anche seccato quando ha scoperto che gli sviluppatori avevano smesso di aggiornarlo. E quanti, invece, conoscono qTranslate-X, il suo successore (vedi foto seguente)? Il successore di qTranslate, preso in carico addirittura da un team di sviluppatori, con tanto di sito ufficiale, qualche anno fa aveva più che raddoppiato il numero di installazioni attive rispetto al suo ‘antenato’. Ma anche per questo plugin sembra ormai arrivato il momento di uscire di scena.

qTranslate-X, il successore di qTranslate, con i suoi oltre centomila utenti e le numerose (quasi 250) recensioni a 5 stelle, abbandonato dagli sviluppatori per mancanza di donazioni.

Nella pagina dedicata alle donazioni, gli sviluppatori di qTranslate-X spiegano chiaramente che, senza un supporto volontario anche minimo da parte degli utenti, il progetto rischia di essere abbandonato, e riporta, in tal senso, una frase significativa tratta dalla licenza GPL che accomuna tutti i software ‘free’, una frase che mi piace riportare e mettere in evidenza a mia volta.

“When we speak of free software, we are referring to freedom, not price.”

GNU General Public Licence

La frase di cui sopra, per chi non cooscesse l’inglese, si può tradurre con “Quanto parliamo di software lubero, ci riferiamo alla libertà, non al prezzo“. L’aggettivo ‘free‘, infatti, nella lingua d’Albione significa sia ‘libero’ sia ‘gratuito’, ma per la maggior parte degli utenti è la seconda accezione ad essere presa in considerazione, in modo da potersi liberare la coscienza da qualsiasi ‘rimorso’ nello sfruttare il lavoro altrui (ovvero mesi o addirittura anni di esperienza, competenze e sviluppo) senza tirare fuori un centesimo.

Oggi molti ex-utenti dei due plugin appena menzionati utilizzano un plugin più recente, Polylang, che infatti conta già centinaia di migliaia di installazioni attive e centinaia di recensioni a cinque stelle. Gli sviluppatori di Polylang non si sono limitati alle donazioni, e direi giustamente visti i risultati ottenuti dai loro colleghi, e hanno invece proposto una versione pro con licenza a pagamento del loro plugin, cercando di presentarlo addirittura come alternativa al plugin commerciale WPML.

La domanda sorge spontanea, a questo punto: quanti utenti acquisteranno la licenza a pagamento, e quanto durerà la versione freemium di Polylang, prima di essere soppiantata dall’ennesimo, nuovo plugin ‘free’ che gli utenti correranno a ‘saccheggiare’ e procederanno sistematicamente a utilizzare ‘a scrocco’, incuranti delle conseguenze che un tale comportamento può avere sull’esistenza stessa del plugin?

Ai posteri, anzi a voi, l’ardua sentenza.

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