Immagini capitolo 11

Figura 11.1 – La struttura della sottocartella languages, contenuta nella cartella principale wp-content della versione italiana di WordPress; si notino le due sottocartelle plugins e themes, che contengono a loro volta i file di lingua per i due tipi di elementi già tradotti.
Figura 11.2 – La parte di codice del file wp-config.php che contiene l’impostazione per l’eventuale lingua diversa dall’inglese originale, associata al parametro WPLANG; si noti il valore it_IT, che specifica l’italiano.
Figura 11.3 – La schermata visualizzata dall’applicazione Poedit all’avvio; si noti la terza opzione, disponibile solo acquistando la licenza pro (wpgc.it/254).
Figura 11.4 – La barra di traduzione visualizzata dal pulsante di WP Translate (wpgc.it/255); si notino la disposizione in alto, ben distante dal layout del sito, e i testi dei menu e della pagina già tradotti, in questo caso in inglese.
Figura 11.5 – Lo stesso sito di test dopo l’attivazione e configurazione di Google Language Translator (wpgc.it/255); si notino il pulsante Translate in basso a destra, le bandierine e il menu sotto la testata, a sinistra, con la barra di traduzione di Google, che compare nella parte alta del sito quando si clicca su una bandiera per tradurre la pagina.
Figura 11.6 – Il plugin gratuito qTranslate-X, successore di qTranslate, al momento risulta abbandonato da tre anni e rischia di scomparire se il team di sviluppo non dovesse riuscire a vendere un numero sufficiente di licenze pro (wpgc.it/256).
Figura 11.7 – Il sito web di WPML nella versione italiana (wpgc.it/257), al cui interno troviamo anche la documentazione e la guida all’uso ufficiale nella nostra lingua.
Figura 11.8 – Il riquadro di gestione dei file di lingua nella schermata Traduzione stringhe di WPML; si noti la possibilità di gestire i file .po per i diversi ambiti o domini del sito.
Figura 11.9 – Il sito ufficiale degli sviluppatori di Polylang, dove è disponibile per l’acquisto la versione pro del plugin (wpgc.it/258).