Il presente e il (prossimo) futuro di WordPress

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Il tradizionale speech “State of the Word” (nell’edizione 2018) da parte del fondatore di WordPress e CEO di Automattic, Matt Mullenweg.

Come ogni anno, Matt Mullenweg ha presentato il suo “State of the Word” come speech di apertura del WordCamp US 2018. Per chi non conosce l’inglese, riassumerò in questo articolo gli importantissimi annunci fatti da Matt, in quanto tracciano un percorso evolutivo che supera di gran lunga tutto ciò che abbiamo visto nascere e svilupparsi in WordPress in questi primi 15 anni di vita del CMS.

Fase 1 – I blocchi arrivano nel contenuto

Il nuovo editor a blocchi Gutenberg, che era stato presentato come plugin nello speech dell’edizione 2017 annunciandone la successiva integrazione in WordPress con la versione 5, rappresenta infatti soltanto la prima di quattro fasi evolutive del CMS. Questa prima fase, infatti, riguarda soltanto la creazione dei contenuti, mentre già la successiva, come vedremo fra poco, si spinge oltre il contenuto centrale e interessa tutto il resto del sito. I blocchi andranno a creare (e sta già succedendo, ma in maniera disordinata) un nuovo ‘ecosistema’ di elementi per WordPress sviluppati da terze parti, e si prevede l’inserimento di un’area apposita da cui cercare e installare blocchi aggiuntivi all’interno del CMS.

Fase 2 – I blocchi per gestire tutto il resto

Le due fasi evolutive legate alla filosofia dei ‘blocchi’ introdotta con Gutenberg, si notino le aree esterne al contenuto che saranno appunto interessate dalla seconda fase nel 2019 (courtesy of WordPress.org)

La seconda fase evolutiva di WordPress, prevista per il 2019, riguarda ancora una volta la filosofia dei ‘blocchi’ introdotta con Gutenberg, ma si sposta dall’editing del contenuto alla personalizzazione dei restanti elementi del sito (vedi foto sopra), come i widget e le relative aree, la testata con le barre di navigazione (menu) e ovviamente il piè di pagina (footer). Ognuno di questi elementi sarà interessato da strumenti di creazione e modifica basati ancora una volta sui ‘blocchi’ già introdotti con Gutenberg, non a caso infatti fra questi ultimi sono stati inseriti inizialmente già alcuni widget.

Gran parte di questa innovazione coinvolgerà, ovviamente, la sezione Personalizza di WordPress, che è stata già interessata da un importante processo evolutivo e ha portato uno standard nel mondo dei temi, in precedenza diventato una vera giungla a causa delle differenti ‘impostazioni’ da cui erano caratterizzati. I temi dovranno ovviamente adeguarsi a questo cambiamento, ed è prevista a breve una nuova etichetta (tag) utilizzata per la ricerca nell’archivio dei temi di WordPress.org, in modo da identificare quelli ‘compatibili’ con Gutenberg (ovvero in grado di mostrare, nella schermata di editing dei contenuti, un’anteprima fedele al risultato che si otterrà sul frontend).

Potete leggere un aggiornamento sulla Fase 2 del progetto, direttamente dal blog di WordPress.org, in questo articolo.

Fase 3 – La gestione ‘editoriale’ dei contenuti

La terza fase riguarderà, invece, la gestione ‘collaborativa’ e professionale dei contenuti. Sebbene sia nato come CMS, WordPress non prevede ancora alcune funzionalità come il lavoro di gruppo sui contenuti, con strumenti come le revisioni e le note. Da tempo è disponibile ovviamente uno strumento di salvataggio delle ‘versioni’ del contenuto, tuttavia tutti gli altri strumenti tipici del lavoro editoriale sono stati aggiunti per mezzo di plugin di terze parti, e un vero CMS che ha già nel suo curriculum un editor come Gutenberg, con la sua flessibilità e scalabilità verso l’inserimento di contenuti sempre più articolati e complessi, non può fare a meno di offrire ‘di serie’ quelle metodologie tipiche di un ambiente di lavoro editoriale.

Fase 4 – Contenuti ‘universali’ con il multi-lingua

La quarta fase, che dovrebbe concretizzarsi intorno al 2020, prevede la gestione nativa dei contenuti multi-lingua in WordPress, superando quindi la necessità di utilizzare plugin come WPML, Polylang o Weglot. Anche in questo caso l’obiettivo è di creare uno standard ed evitare la giungla di codice introdotta dai plugin di terze parti, ma si tratta anche di un ulteriore passo verso la cosiddetta democratizzazione del contenuto auspicata da Matt Mullenweg con WordPress.

Le ragioni di un’evoluzione inevitable

Qualcuno si sta già chiedendo se tutti questi cambiamenti fossero davvero ‘necessari’ o ‘inevitabili’, ma si tratta di domande che nascono soprattutto dalla paura di uscire dalla cosiddetta ‘zona di comfort’, e dall’incapacità di non sapersi rendere conto di come il mondo del web, come già prima di esso quello informatico, è soggetto a un processo evolutivo di fondo che interessa i linguaggi, le tecnologie, i sistemi operativi e il software in generale, oltre che l’hardware stesso su cui il tutto si basa per poter funzionare.

Nel caso di WordPress, che è il lato ‘gratuito’, Automattic ha al suo attivo un progetto che invece è commerciale e ha appunto bisogno di evolversi verso strumenti e tecnologie sempre più innovativi, ovvero WordPress.com.

Il fatto che Matt e il suo team abbiano deciso di rendere disponibili anche agli utenti del WordPress auto-gestito tali innovazioni dovrebbe farci soltanto piacere, anche se ci saranno come sempre i detrattori e i contestatori a oltranza. E tu, come vedi questa evoluzione?

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